Ebbene sono tornata, l'aereo ha fatto il suo dovere come al solito.
Che cosa dire di questo micro viaggio? Ci sarebbero tantissime cose da dire. Innanzi tutto che anche se siamo stati via pochissimo, tornare alla realtà di tutti i giorni è stato comunque scioccante, ripercorrere le vie sonnacchiose della mia città, vie senza gente, vie senza monumenti spettacolari, vie senza fermento di sorta. E' stato anche triste lasciare lì i nostri amici, come di solito loro lasciano noi qui, insomma alla fine dobbiamo comunque lasciarci.
Ma a parte la malinconia del ritorno, sono stati dei giorni meravigliosi.
Sabato siamo sbarcati dall'aereo a Bergamo, e io mi sono emozionata tantissimo a vedere le Alpi innevate. Siamo poi andati a Milano dove ho fatto la simpatica conoscenza della metro, sicuramente molto comoda, ma che farò tranquillamente a meno di prendere per i prossimi 850 anni.
Abbiamo poi visto il Duomo e la sua piazza, stupendi.
Ho purtroppo visto anche lo Spizzico di piazza Duomo e il mio stomaco mi ha diseredata. Poi abbiamo visto il lusso ostentato di via Monte Napoleone, e mi ha fatto abbastanza lo schifo.
Ma passiamo alle cose importanti. C'è un motivo specifico per cui noi sabato ci trovavamo a Milano e non era visitare il negozio di Louis Vuitton. Verso le 18 ci siamo recati al Filaforum, ah no, Datchforum, ah no, Mediolanum Forum, insomma in quel cazzo di forum di Assago a cui cambiano nome al cambiare del vento. Un casino di gente, un casino di macchine, un casino di carrozzoni dei paninari, un casino di bancarelle con magliette e tutto ciò di cui un fan può avere bisogno, ad un costo moderato. Superato questo (tipo 2 km per arrivare dal parcheggio al forum), siamo entrati nel palazzetto, prima dall'entrata sbagliata, poi, reindirizzati, da quella giusta, dove era ben chiaro che il concerto che stavamo per vedere era un bis dalla quantità di bottiglie ed altra spazzatura abbandonata per terra. Entrando mi sono resa conto dell'importanza dell'evento dalla gente che riempiva ogni fessura libera, eccetto i 4 miliardi di posti riservati, riservati non si sa a chi e non si sa come, che ovviamente erano i migliori e sono rimasti quasi vuoti. Mondo di merda. All'interno del forum c'era stesso una bancarella con magliette e tutto ciò di cui un fan può avere bisogno, ma ad un costo meno moderato. C'era anche un signore che vendeva le cornine di Angus che si illuminavano ad intermittenza, che penso che con due concerti potrà costruirsi una casa a due piani, come potrete vedere dalle foto. Noi non le abbiamo prese perchè volevamo la maglietta, ma devo dire che me ne sto pentendo.
Dopo un'oretta di attesa, ha suonato la band spalla, tali "The Answer", che hanno suonato 350 pezzi, dopodichè se ne sono andati. Noi allora pensavamo che iniziasse il concerto, invece un'altra ora di attesa. Ma cosa l'hanno messo a fare il gruppo spalla allora?
Comunque. Cosa vi posso dire ragazzi. Quando il maxischermo ha cominciato a proiettare il filmato che introduceva il concerto, l'emozione è diventata palpabile. La gente è uscita di testa. Gli AC/DC non sono più giovanotti, hanno sessant'anni a cranio, ma se è possibile arrivare a sessant'anni così, ci voglio arrivare anche io. Il protagonismo di Angus Young è più che meritato: ha un'energia pazzesca, come l'aveva a vent'anni, suona da dio, è potente, le canzoni che lui ha scritto sono più che degne del posto che la storia del rock ha dato loro. Ovviamente hanno fatto anche i pezzi del nuovo album, ma le vere emozioni ci sono state sui pezzi storici, You Shook Me All night Long, Thunderstruck, Back in Black, TNT, Highway To Hell, e personalmente anche The Jack, che mi piace tanto e che suoniamo anche noi con il nostro gruppo e su cui Angus ha fatto un inquietante ma divertente spogliarello. La scenografia e la regia erano semplici ma potenti. E' stato tutto davvero emozionante, vedere dei miti muoversi, cantare e suonare dal vivo, non è cosa di tutti i giorni. E loro sono dei veri miti.
Dopo il concerto siamo andati a Bologna dove avevamo la casa madre. Freddo sonno e stanchezza, ma tutto condito di un'enorme felicità ed emozione.
Il giorno dopo, domenica, l'abbiamo dedicato alla visita di Bologna e l'abbiamo passata oltre che con i nostri amici, con i miei cugini adorati.
Inutile dire che il mio stomaco dopo avermi diseredata mi ha pure ripudiata, quando abbiamo deciso di pranzare da Mc Donald's. "Ti prego di perdonarmi, ti prometto che non succederà di nuovo prima di 5 anni da oggi". Come detto abbiamo visitato Bologna, soprattutto il museo con gli animali imbalsamati del dipartimento di biologia. Fantastici animali che credevo di una dimensione ed erano di tutt'altra. "Amabile enorme pesce luna". Abbiamo apprezzato le tipiche pozzanghere bolognesi, "fatte non di acqua". Abbiamo camminato per chilometri, sempre in tondo. Hanno mangiato il gelato più buono del mondo; io non ho potuto, il mio stomaco non mi parlava più.
Dopodichè abbiamo salutato i cugini, e siamo faticosamente tornati alla macchina, nella quale sono letteralmente svenuta dalla stanchezza.
Sono rinvenuta un'ora dopo nel divano a casa, e dopo un po' mi sono ripresa, giusto in tempo per la cena. Siamo andati a strafogarci di roba buonissima, grassissima, e per questo ancora più buona in un locale chiamato
"La casona", il cui sottotitolo, "tutti fritti", diceva già tutto. Ho mangiato come un porco ed in quella occasione mi sono riconciliata con il mio stomaco. Ora penso a crescentine e tigelle in ogni minuto della mia vita.
Dopodichè tutti a casa a dormire. Lunedì sveglia presto, dopodichè sagra dei treni: San Giovanni in Persiceto - Bologna, Bologna - Firenze, Firenze - Pisa, Pisa - Pisa Aeroporto.
Contiamo che anche il più merdoso di questi treni era sempre più bello di qualsiasi treno che la Sardegna abbia mai visto. All'aeroporto abbiamo bestemmiato per aver pagato uno schifosissimo trancio di pizza 3.50€. Dopo qualche ora di attesa abbiamo preso l'aereo Ryanair alla volta di Alghero, con una giornata stupenda, un panorama paradisiaco che ha alleviato la tristezza di ritornare alla routine quotidiana.
Di questo breve viaggio mi rimarranno tante cose. Ero molto tesa prima di partire ma alla fine è andato tutto bene, e ripartirei domani.
Mi piacerebbe fosse possibile, ma forse anche la rarità e la breve durata di questi eventi li rende indimenticabili.